La proposta di lettura tra gli articoli pubblicati a gennaio 2026
Fonte: PubMed
Andamento spazio-temporale della mortalità per mesotelioma pleurico in Italia: un’analisi di 40 anni per periodo di calendario e coorte di nascita
Titolo originale: Spatio-temporal trends in pleural mesothelioma mortality in Italy: a 40-year analysis by calendar period and birth cohort
Sartore A, Stoppa G, Minelli G, Fazzo L, Manno V, Mensi C, Marinaccio A, Biggeri A, Catelan D.
Int J Epidemiol. 2026 Jan 2;55(1):dyaf227.
Contesto: L’Italia, tra i principali produttori e utilizzatori di amianto fino al divieto nazionale del 1992, continua a registrare un elevato carico di patologie correlate all’amianto, principalmente a causa della loro lunga latenza e dei ritardi nelle bonifiche. Questo studio indaga l’evoluzione spazio-temporale della mortalità per mesotelioma pleurico (MP) negli ultimi 40 anni.
Materiali e metodi: I tumori pleurici maligni e i decessi per MP (1980-2020) sono stati estratti dal registro nazionale dei decessi, corretti per errori di classificazione dei tumori pleurici e analizzati per regione e coorte di nascita (1905-1984). Le analisi per periodo di calendario e coorte, stratificate per sesso assegnato alla nascita, sono state seguite da un modello gerarchico bayesiano spazio-coorte con effetti casuali strutturati per tempo (coorti fino al 1960-1969) e spazio (regioni amministrative). Risultati: In Italia, dal 1980 al 2020, 35.134 persone sono morte a causa del MP (24.380 uomini e 10.754 donne). Una diminuzione della mortalità è stata osservata negli uomini dopo il 2010-14 e nelle donne dopo il 2000-4. La mortalità è diminuita costantemente sia negli uomini che nelle donne in tutte le coorti dopo il 1935-44. L’analisi spazio-temporale ha permesso di identificare chiaramente le regioni italiane più colpite dal MP.
Conclusione: La tendenza dell’Italia rispecchia quella di altri Paesi occidentali che hanno vietato l’amianto, con i rischi più elevati per le coorti di nascita in età lavorativa prima del divieto. I risultati rivelano modelli spazio-temporali distinti, con le regioni settentrionali che presentano i tassi più elevati. L’esperienza italiana nell’individuazione delle malattie correlate all’amianto potrebbe aiutare altri Paesi a valutare l’impatto dell’amianto, a sensibilizzare l’opinione pubblica e a promuovere un divieto globale dell’amianto.


























