SEMBRAVA NEVICASSE
Bruno Ziglioli
L’amianto è stato a lungo considerato un materiale straordinario per le sue eccezionali caratteristiche fisiche e chimiche, per la sua grande versatilità di impiego, nonché per la sua economicità. Soprattutto nella seconda metà del Novecento il suo sfruttamento industriale è stato massiccio in moltissimi settori produttivi, in particolare nella fabbricazione di manufatti in fibrocemento per l’edilizia. Tuttavia, con il trascorrere del tempo, il minerale si è rivelato in tutta la sua pericolosità, non solo per i lavoratori ma anche per gli abitanti delle città che ospitavano siti produttivi.
Ricorrendo a fonti inedite, anche orali, l’Autore ricostruisce la storia della contaminazione da amianto in due casi fra i più gravi in Italia: quello maggiormente conosciuto di Casale Monferrato e quello meno noto di Broni, nell’Oltrepò Pavese. Lo studio degli attori politici e sociali sul territorio ha consentito di indagare analogie e differenze tra le due vicende, in particolare i difficili percorsi attraverso i quali il dramma collettivo si è integrato nell’identità comunitaria dei due centri urbani. Ciò fornisce un quadro vivido delle diverse modalità con cui opera il trade-off tra salute e lavoro nelle città industriali.
Bruno Ziglioli è ricercatore di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Pavia, dove insegna Storia dei movimenti e dei partiti politici. È membro del comitato scientifico della Fondazione Lombardia per l’Ambiente e collabora con l’Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia. Si occupa di storia dell’ambiente, dell’antifascismo, dell’Italia repubblicana e di élite politiche nell’Ottocento. Ha pubblicato in questa collana La mina vagante. Il disastro di Seveso e la solidarietà nazionale (2010).




















