L’amianto, costituito da sei fasi silicatiche fibrose minerali naturali, è stato ampiamente utilizzato nello sviluppo industriale durante il XX secolo e ha lasciato un’eredità globale di sfide sanitarie, ambientali e normative. Le sue straordinarie proprietà (ad esempio, resistenza al calore, assorbimento acustico e resistenza alla trazione) lo hanno reso un materiale utile in numerose applicazioni. Tuttavia, la ricerca scientifica ne ha rivelato i gravi rischi per la salute all’inizio del XX secolo, con crescenti evidenze durante gli anni ’60, e oggi il suo ruolo nello sviluppo di diverse patologie (ad esempio, malattie respiratorie, come il cancro ai polmoni, il mesotelioma e l’asbestosi) è ben definito. Mappare questa complessa storia richiede l’integrazione di informazioni eterogenee e spesso incoerenti provenienti da quasi 200 paesi. In questo studio, è stato testato l’uso di strumenti di intelligenza artificiale (IA) generativa come mezzi esplorativi e comparativi a supporto della raccolta di dati relativi all’amianto in tutto il mondo. Utilizzando Google Gemini (versione 2.5 flash) e OpenAI ChatGPT (variante GPT-4-turbo), sono state raccolte informazioni storiche, mediche e normative, che sono poi state verificate e contestualizzate sistematicamente con analisi di esperti. Questo duplice approccio ha permesso di valutare sia la situazione globale dell’amianto sia l’affidabilità, i vantaggi e i limiti della ricerca assistita dall’intelligenza artificiale. I risultati ottenuti evidenziano come l’intelligenza artificiale possa accelerare la raccolta dei dati e fornire utili prime bozze, sottolineando al contempo la necessità di competenze umane per la convalida, l’interpretazione e l’integrazione critica. Questo studio, pertanto, offre una duplice prospettiva: una panoramica completa dell’eredità dell’amianto nei diversi paesi e una riflessione metodologica sulle opportunità e le insidie dell’impiego dell’intelligenza artificiale nella ricerca geoscientifica e ambientale.
Ottobre 12, 2025