Contesto: In Italia, il divieto di utilizzo dell’amianto del 1992 ha proibito ogni forma di produzione, utilizzo e importazione di amianto. La sorveglianza epidemiologica della mortalità e dell’incidenza del mesotelioma ha permesso di valutare l’impatto del divieto e le successive fasi nei modelli di esposizione all’amianto.
Metodi: Per stimare gli effetti del divieto, è stato utilizzato un modello lineare generalizzato quasi-Poisson per correlare il consumo di amianto passato con la mortalità per mesotelioma per sesso, utilizzando modelli non lineari a ritardo distribuito e diversi scenari di consumo di amianto con e senza divieto. I casi di mesotelioma nel periodo 1993-2021 sono stati categorizzati in base al tipo di esposizione all’amianto e al settore economico delle attività coinvolte, per esaminarne l’andamento temporale e la distribuzione geografica.
Risultati: Il numero di decessi per mesotelioma evitati è stato stimato tra 8341 e 21981 nel periodo 1992-2020, a seconda dello scenario di utilizzo dell’amianto. Per quanto riguarda l’incidenza, tra il 1993 e il 2021 sono stati raccolti 37.003 casi. Il ruolo causale dell’uso diretto di amianto (estrazione e lavorazione del minerale e lavorazione dell’amianto nell’industria del cemento-amianto e tessile-amianto) è passato dall’11,3% per i casi tra il 1993 e il 1996 al 3,2% nei casi più recenti (2017-2021). Al contrario, i casi dovuti a esposizione inattesa o atipica all’amianto e in ambito edile sono aumentati rispettivamente dall’11,3% nel periodo 1993-1996 al 17,0% nel periodo 2017-2021 e dal 12,9% al 21,4%.
Conclusioni: Il divieto dell’amianto in Italia ha prodotto notevoli benefici per la salute, con numerose morti evitate. I Paesi che utilizzano ancora l’amianto dovrebbero valutare le prove degli effetti dei divieti sull’amianto, nonché la relazione tra l’andamento dei casi di mesotelioma e i cambiamenti nei modelli di esposizione all’amianto.