Mag 30, 2024
Esposizione professionale all’amianto e tumore alla vescica: revisione sistematica e meta-analisi

Nicolò Franco, Alessandro Godono, Marco Clari, Catalina Ciocan, Carlotta Zunarelli, Enrico Pira, Paolo Boffetta

PMID: 36847813

DOI: https://doi.org/10.1007/s00345-023-04327-w

Introduzione

Il termine “amianto” comprende un gruppo di minerali naturali che, cristallizzando, formano fibre lunghe e sottili. Le fibre di amianto tendono a possedere buone proprietà di resistenza (come elevata resistenza alla trazione e resistenza all’usura ), flessibilità (ad esempio, la capacità di essere intrecciate, e quindi di essere utilizzate come tessuto), eccellenti proprietà termiche (ad esempio stabilità al calore e isolamento termico, elettrico e acustico), capacità di assorbimento e resistenza alla degradazione chimica, termica e biologica. Proprio grazie a queste proprietà, l’amianto è stato ampiamente utilizzato in tutto il mondo con un notevole successo commerciale fino alla metà del XX secolo. L’amianto è stato utilizzato principalmente per coperture, isolamenti termici ed elettrici, tubi e lastre di cemento, pavimentazioni, guarnizioni, materiali di attrito, rivestimenti, materie plastiche, tessili, carta e cartone, mastici, fili, fibre, materiali di consumo, giunzioni in fibra.

Con la crescente consapevolezza dei rischi per la salute associati all’esposizione all’amianto, il suo utilizzo è diminuito con il passare del tempo. Nonostante la diffusa conoscenza dei rischi dell’amianto e il divieto di utilizzo dell’amianto in molti Paesi, si stima che a livello globale nel 2020 siano state utilizzate ancora circa 1 milione di tonnellate di questo minerale.

Oltre alla nota associazione dell’amianto con il mesotelioma e il tumore ai polmoni, questo minerale è stato associato anche a tumori alle ovaie, alla laringe e al tratto gastrointestinale.

Per quanto riguarda le altre sedi tumorali, alcuni studi epidemiologici hanno riportato un’associazione tra l’esposizione professionale all’amianto e l’aumento dell’incidenza e della mortalità per tumore alla vescica.

Risultati

Sono stati recuperati 13.267 articoli dalle banche dati Medline, Scopus ed Embase. Dopo aver esaminato i titoli, 2948 articoli sono stati considerati potenzialmente rilevanti e, dopo la rimozione dei duplicati, sono rimasti 2379 articoli. Di questi, 1639 articoli sono stati scartati dopo una revisione dell’abstract. I testi completi dei restanti 740 articoli sono stati esaminati in dettaglio e valutati in base ai criteri di inclusione ed esclusione; 643 non soddisfacevano i criteri di inclusione e il testo completo non è stato esaminato, per altri 38 il testo completo non era disponibile. Una ricerca manuale degli elenchi di riferimento degli articoli inclusi non ha rivelato altri studi pertinenti. Pertanto, 59 articoli hanno soddisfatto i criteri di inclusione per la revisione sistematica. Il numero di lavoratori in ciascuna coorte variava da 88 a 160.640, il numero di incidenze di tumore alla vescica per coorte variava da 4 a 1257 e quello dei decessi per tumore alla vescica da 0 a 310. L’incidenza del tumore alla vescica è stata valutata in 26 coorti, la mortalità è stata valutata in 38 coorti, mentre entrambi gli esiti sono stati riportati in 4 coorti. Il numero totale di casi di tumore alla vescica e di decessi in tutti gli articoli è stato di 3596 (su 525.585 soggetti) e 1169 (su 385.552 soggetti), con una durata del follow-up che variava da 5 a 88 anni.

Discussione

E’ stata studiata la relazione tra esposizione professionale all’amianto e rischio di tumore alla vescica con una meta-analisi dei risultati ottenuti da una revisione sistematica della letteratura. L’incidenza e la mortalità per tumore della vescica non sono risultate significativamente aumentate tra i lavoratori esposti all’amianto. Questi risultati sono in linea con studi condotti sui lavoratori dell’amianto e sono stati confermati nelle analisi di sottogruppo stratificate per tipo di fibre di amianto, Paese e valutazione in termini qualitativi. Inoltre, da un punto di vista biologico, non c’è alcuna prova dell’esistenza di un meccanismo biologico utile a chiarire come le fibre di amianto respiratorie possano raggiungere la vescica.

Stratificando per l’anno di prima esposizione, è stato riscontrato un aumento del rischio di tumore alla vescica per i lavoratori impiegati tra il 1908 e il 1940. Questo risultato deve essere interpretato con cautela perché deriva da analisi stratificate multiple. I risultati hanno mostrato che le lavoratrici avevano una mortalità più elevata per questa tipologia di tumore. Questo risultato si basa su 5 studi che comprendono un totale di 27 decessi osservati. Il gruppo di ricerca di Ferrante ha riferito che le analisi preliminari svolte hanno suggerito che il rischio di tumore alla vescica era maggiore nei settori industriali in cui l’esposizione all’amianto era associata ai fumi di combustione e ad altri agenti legati alla lavorazione dei metalli e alla verniciatura. Inoltre, in 4 studi su 5 non sono stati presi in considerazione dati sull’abitudine al fumo. La prevalenza del fumo di sigaretta è elevata tra le donne che lavorano nell’industria edile. Inoltre, la più alta mortalità per tumore alla vescica nella sotto-coorte dei lavoratori dell’amianto può probabilmente essere attribuita all’aumento dei tassi di abitudine al fumo in questo sottogruppo rispetto alla popolazione generale.

I risultati di una recente meta-analisi delineano un rischio relativo di mortalità specifica per il tumore della vescica di 1,47 per tutti i fumatori. In linea con questo risultato, un’analisi combinata di 11 studi caso-controllo europei mostra che la proporzione di casi di tumore alla vescica tra le donne attribuibile al fumo di vecchia data è pari a 0,30.

Conclusioni

La nostra meta-analisi fornisce l’evidenza che i lavoratori con esposizione professionale all’amianto hanno tasso di incidenza e mortalità per il tumore alla vescica simile a quello della popolazione generale. Gli eccessi di rischio di questo tipo di tumore in gruppi selezionati di lavoratori, e in particolare nelle donne, non rappresentano probabilmente associazioni causali; tuttavia, sono necessari ulteriori studi per valutare se le lavoratrici abbiano maggiori probabilità di sviluppare il cancro alla vescica quando esposte professionalmente all’amianto.

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